Sono otto i candidati alla poltrona di Sindaco di Pescara, 17  le liste in campo, 500 gli aspiranti alla carica di Consigliere comunale per un’assise civica composta da 32 scranni: ecco i numeri della competizione elettorale del 26 maggio per il rinnovo degli organi amministrativi del Comune più popoloso e più importante d’Abruzzo per i prossimi cinque anni.

La campagna elettorale entrata nel vivo ancor prima dello scioglimento del Consiglio comunale  con il passaggio nello schieramento avversario di tre consiglieri che componevano la compagine di centro sinistra, registra da subito dibattiti accesi negli incontri pubblici e sulla stampa. Riguarda problemi annosi come il risanamento del fiume Pescara  e del mare, la valorizzazione delle risorse legate alla pesca ed alla balneazione, il rilancio della portualità, il miglioramento della viabilità e del traffico cittadino, il varo di un progetto per l’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria che è in gestazione da oltre trent’anni. Per quest’ultimo l’amministrazione comunale uscente  sembrava ormai pronta a dare corso alla gara di appalto dopo l’approvazione in Giunta, ma i forti contrasti dell’ultima ora sorti all’interno della maggioranza ne hanno bloccato l’iter amministrativo finale.                                                               

Nei programmi elettorali di tutti i candidati e nei dibattiti pubblici in primo piano c’è la riqualificazione di alcuni quartieri cittadini dove il livello di degrado sociale è notevole, e lo denotano le cronache degli ultimi tempi che raccontano episodi sconcertanti di malessere diffuso: si invocano migliori e  più servizi pubblici con il potenziamento e la presenza costante delle forze dell’ordine per garantire sicurezza e tranquillità non solo a chi vive in questa parte di territorio ma all’intera comunità pescarese.  In questa ottica vanno lette anche le proposte per un miglioramento complessivo dell’efficienza dei servizi comunali quale strumento indispensabile per agevolare le relazioni dei cittadini con la pubblica amministrazione e per recuperare la fiducia nell’autorità pubblica.  Si tratta, come è evidente, della summa dei problemi di una città per la quale  uno dei candidati a Sindaco, Carlo Costantini di Faremo grande Pescara, prevede un ruolo di primo Comune dell’Adriatico grazie alla fusione con i centri limitrofi di Montesilvano e Spoltore.  La Nuova Pescara, come prima città del Futuro in Italia, è forse la vera novità di questa tornata elettorale, un tema che Costantini promosse cinque anni fa con un referendum cittadino che raccolse il 71% dei consensi dei pescaresi. Oggi l’ex deputato dell’Italia dei Valori ritorna alla carica con due liste civiche che appoggiano  la sua candidatura con una forte caratterizzazione apartitica, perché, come lui stesso ha dichiarato pubblicamente, sono state le organizzazioni  partitiche  a ritardare la soluzione di numerosi problemi che penalizzano la città: emblematico in tal senso il mancato riconoscimento  del DEA ( Dipartimento di Emergenza e di Accettazione)  di secondo livello, per l’ospedale di Pescara a causa dei contrasti tra politici chietini e pescaresi, per una questione che va avanti dal 2015, nonostante le cifre degli accessi annui al nosocomio di Pescara siano largamente superiori rispetto a quelli di Chieti, 98 mila contro 60  mila.  Al progetto di Nuova Pescara si oppone strenuamente Gianluca Baldini, candidato Sindaco con una lista civica di impronta sovranista “ Riconquistare l’Italia”,  perché sarebbe stato poco pubblicizzato quando fu approvato con il referendum svoltosi nel 2014. Baldini è per una corretta gestione ordinaria della città perché, come ha dichiarato, la bellezza di Pescara è proprio nel suo essere a misura d’uomo.

Se Costantini vuole una Grande Pescara, Carlo Masci  pretende una città con la Bandiera Blu. Il rappresentante del centro destra in quota Forza Italia, si presenta con sei liste di appoggio, fra cui quelle di Fratelli d’Italia, dell’UDC e Lega.  Punta sul commercio e sulla balneabilità perché, a suo giudizio,  gran parte delle risorse della città derivano dal mare e da quanto la balneabilità offre: “Dobbiamo fare in modo che i turisti che affluiscono a Pescara rimangano estasiati, con un mare balneabile e spiagge pulite, una diga foranea che da cumulo di cemento diventi attrazione turistica, a mo’ del porto di S.Francisco”.  Per una città più ecologica e per un ambientalismo diffuso si batte  il candidato di Coalizione Civica Stefano Civitarese, già assessore della Giunta comunale guidata da Marco Alessandrini, uscito un anno fa dall’amministrazione civica per contrasti con la maggioranza che pure lo aveva voluto come tecnico esterno conferendogli deleghe importanti come  l’urbanistica e la mobilità. Anche Civitarese vuole la Bandiera Blu per Pescara, ma per l’ex assessore occorre vivere la città in modo diverso, limitando, per esempio l’utilizzo dell’automobile privata inquinante ed antieconomica, e offrendo ai cittadini un servizio di trasporto pubblico più efficiente, riqualificando le periferie nel segno della sostenibilità, della solidarietà e della qualità della vita di tutti. Per il candidato di Coalizione Civica, che ha incassato l’appoggio di Rifondazione Comunista, c’è bisogno di uscire dalle solite logiche politiche e privilegiare le competenze.             

Per l’ex assessore regionale ai servizi sociali del passato Governo regionale, Marinella Sclocco, che corre con la lista Città aperta e con l’appoggio di Sclocco Sindaco e la lista del Pd, Pescara è un polo erogatore di servizi, un’identità che si è conquistata da tempo grazie alla sua collocazione geografica nel sistema del Medio Adriatico.  Pertanto annuncia che si concentrerà da subito sulla riqualificazione ambientale  per  disinquinare le acque del fiume e del mare. A tal proposito comunica che dovranno essere potenziati il Depuratore cittadino e la rete fognaria per la raccolta dell’acqua piovana. La Sclocco ricorda che l’unica azione seria in questa direzione negli ultimi 25 anni l’avrebbe condotta la Giunta regionale di cui era componente stanziando 32 milioni di euro.  Un nuovo Piano regolatore portuale, un sistema di trasporto pubblico locale ecosostenibile che non utilizzi via Castellamare adriatico, un nuovo progetto di sistemazione dell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria, sono questi i cavalli di battaglia della candidata del Movimento 5 stelle Erika Alessandrini che incalza l’opinione pubblica e le forze politiche cittadine a non perdere tempo per spendere i fondi previsti dal Masterplan, 12 milioni per l’area di risulta e 4,5 milioni per il Museo del mare. Per Mirko Iacomelli, candidato di Casa Pound, le priorità sono il risanamento del fiume e il dragaggio del corso d’acqua come avveniva negli anni passati.                                                  

L’assessore  comunale uscente alla Polizia urbana e al Patrimonio Gianni Teodoro con la lista Scegli Pescara, si batte per istituire la Fiera permanente del fiore in una città che vuole più sicura e con una viabilità migliorata: per questi obiettivi propone la realizzazione di un sistema di telecamere e i parcheggi di scambio nei punti strategici del territorio. 

 

 Aristide RICCI