PENNE – Vent'anni dopo, sono finiti i lavori di ristrutturazione della palazzina che ospita gli uffici e il Cup dell'ospedale. Da trenta invece si aspetta che vengano spesi i 12 milioni di euro previsti dalla legge finanziaria del lontanissimo 1988 per rifare il look al San Massimo. Nel mezzo, la retrocessione a ospedale di zona disagiata, per quanto una norma nazionale congeli per Penne, e fino al 2021, gli effetti della riorganizzazione ospedaliera regionale.

“Incontrerò presto il nuovo presidente della Regione Marco Marsilio e Rosalba Verì assessore regionale alla sanità”, informa Mario Semproni di Forza Italia, sindaco di Penne. “Chiedo un impegno forte per la sanità vestina le cui carenze sono ben note al nuovo governatore regionale”. Le ultime novità sono la riapertura delle unità di ortopedia e di otorinolaringoiatria. La struttura dipartimentale di valenza artroscopica e traumatologica del San Massimo è tornata a contare su quattro medici (Giovanni Paolini, Vespuccio Terenzio e Giandomenico Peracchia) con il coordinamento di Domenico Palmieri. E' il ritorno alla piena funzionalità, anche con la disponibilità dei posti letto, dopo oltre un anno in cui è stata possibile solo l'attività ambulatoriale: tutte le emergenze ed i ricoveri dirottati a Pescara. L'ortopedia può lavorare su tutto, dunque. Nel 2017 erano state 7 mila le operazioni effettuate ed oltre 8 mila le prestazioni ambulatoriali garantite. “Ma non basta!”, aggiunge il primo cittadino di Penne. La Regione, uscita dal commissariamento, è attesa al varo della nuova riorganizzazione ospedaliera che si sarebbe dovuta disegnare entro la metà di gennaio, poi rinviata per le elezioni del 10 febbraio. La norma che ha congelato gli effetti del ridimensionamento del San Massimo, poiché ospedale ad almeno 30 km dal cratere sismico del 2016 (Farindola), però arriva a giochi fatti, nel senso che  il punto nascita è stato chiuso, la cardiologia è rimasta solo come ambulatorio ed il pronto soccorso si occupa solo dei casi meno complicati. Accanto all'impegno della giunta comunale, opera l'associazione Salviamo l'ospedale di Penne presieduta dal dottor Nicola Spoltore. Da anni si batte per il ritorno al passato del San Massimo con manifestazioni pubbliche molto partecipate e un'intensa attività di stimolo e di proposta. Il dottor Spoltore è stato querelato dal segretario regionale del sindacato sanitario Fials Gabriele Pasqualone, ex assessore comunale, per delle affermazioni lesive del suo onore postate su facebook. Il processo è stato fissato per il 14 giugno davanti al giudice onorario del tribunale di Pescara, De Lutiis.