“Ancora una volta mi trovo costretto a rispondere ad uno squallido e vigliacco comunicato da parte di chi si firma Gruppo Consiliare Penne Viva. Mi rivolgo quindi al Sindaco Mario Semproni, al Vicesindaco Vincenzo Ferrante, agli Assessori di Penne Viva Gilberto Petrucci, Lorenza Di Vicenzo, Nunzio Campitelli, al Presidente del Consiglio Comunale Antonio Baldacchini, al Capogruppo di Penne Viva Manfredo Mergiotti ed alla Consigliera Comunale di Penne Viva Tania Marrone: vergognatevi! Vergognatevi, perché voi non state facendo politica.

Vergognatevi, perché il vostro (non) stile è basato solo sull’invettiva personale e sullo scherno. Vergognatevi, perché volete abbattere e gettare fango su di un giovane di 24 anni fermamente convinto delle proprie idee politiche, dei propri valori e che non ha paura di metterci la faccia, a differenza vostra. Vergognatevi, perché sono certo che dentro il gruppo Penne Viva non tutti condividano i toni utilizzati dall’estensore del comunicato, ma non riuscite nemmeno a prenderne le distanze. Costui parla a nome vostro e, dunque, anche voi siete complici di questo imbarbarimento del confronto politico.

Sul piano dei contenuti (si fa per dire) del comunicato apparso su Lacerbaonline dal titolo “Penne Viva: sulla Fondazione Paolo VI il PD di Vecchiotti e Napoletano speculano sui disabili tra interessi elettorali ed altro…” (titolo che contiene un evidente errore grammaticale con il soggetto al singolare ed il verbo al plurale) a quali altri interessi vi riferite? Abbiate la decenza di essere espliciti. In ogni vostro singolo comunicato evocate elettori, candidati, elezioni, congressi mentre noi parliamo di persone, di uomini e donne, giovani ed anziani. Penso siate voi quelli assillati dal consenso elettorale, non noi. Inoltre, l’estensore del comunicato si lancia in un volo pindarico elogiando i meriti del Comune di Penne all’interno dell’Ambito Sociale ed esaltando le politiche sociali portate avanti da questa Amministrazione Comunale. Tuttavia, il 26 Aprile 2018, come risulta da un accesso agli atti, alla conferenza dei Sindaci indetta dall’Ambito Sociale Vestino, il sindaco Semproni e l’Assessore alle Politiche Sociali Lorenza Di Vincenzo risultavano assenti, senza nemmeno giustificare tale comportamento. Il terzo punto all’ordine del giorno riguardava proprio la situazione della Fondazione Paolo VI. Perché questa assenza ingiustificata? Capisco che per voi le persone fragili hanno bisogno di “affetto e vicinanza. Nulla di più”  ma, se solo ascoltaste le associazioni ed i familiari di queste persone (cosa che noi abbiamo fatto), capireste che non hanno bisogno solo di queste cose ma hanno bisogno di strutture, di personale adatto, di progetti, di risposte…Ad oggi, gli utenti affetti da disabilità gravi e gravissime ricevono assistenza dalla Fondazione Paolo VI a fronte di un contributo straordinario di 50.000€ stanziato dalla Regione Abruzzo, ottenuto anche grazie alla costante attenzione e sollecitazione profusa da Rocco D’Alfonso verso questa soluzione, e 20.000€ stanziati dall’ECAD (guidato dal Comune di Carpineto della Nora, PD). Altro che il Partito Democratico non fa nulla per le persone affette da disabilità!

Teniamo anche a precisare che il Centro San Massimo della Fondazione Paolo VI eroga prestazioni sanitarie (e con il nuovo centro vorrebbe implementare la qualità e la quantità dei servizi offerti) ed agisce in ambito sociale solo grazie ad un’autorizzazione (e a dei fondi, stanziati da Regione Abruzzo) straordinaria e temporanea. La differenza tra i due tipi di attività è enorme e chi amministra dovrebbe conoscerla, specialmente se all’interno della Giunta Comunale vi è l’ex direttore sanitario del Centro San Massimo Giuseppina Tulli. Quando si ricopre un ruolo pubblico ed istituzionale, si dovrebbero spiegare i motivi che hanno condotto all’interruzione di un rapporto di lavoro, mentre l’Assessore Comunale alla sanità e neo Assessore all’urbanistica Tulli (delegata proprio pochi giorni dopo la presentazione dell’istanza da parte del Vescovo Valentinetti) ha sempre taciuto sul suo allontanamento dalla Fondazione Paolo VI stessa. Moralità imporrebbe quantomeno una risposta. Nel vostro comunicato citate una: “costruzione del complesso edilizio di 600mq” ma il progetto presentato dalla Fondazione Paolo VI è di circa 1650 mq lordi (“bastava solo perdere qualche minuto per leggere gli atti amministrativi, e si evitavano brutte figure”) e questo è il segno, tangibile, del pressappochismo con il quale l’Amministrazione Comunale affronta le questioni. Il Partito Democratico centra (per gli italiani: c’entra) con la costruzione della nuova struttura della Paolo VI perché quest’ultima rappresenta una realtà, sotto vari aspetti, che la comunità pennese non può assolutamente permettersi di perdere e noi difendiamo gli interessi dei cittadini vestini. Mi date del bugiardo, dunque negate che è stato comunicato al Vescovo Valentinetti un tempo di 3 mesi che l’amministrazione si è riservata per decidere cosa fare? Entro quando intendete concludere l’iter amministrativo affinché si possano iniziare i lavori di realizzazione del nuovo centro?  Quale dei due percorsi da voi illustrati intendete intraprendere? Nel frattempo, un mese è volato via.

Questa volta il consiglio sento di darvelo io: non vorrei che dietro questi errori grossolani ci siano il nulla, la cattiveria ed uno spirito di vendetta: guardatevi intorno perché oltre agli elettori (e sempre nuovi gruppi consigliari) state perdendo anche la dignità!

 

Andrea Vecchiotti, segretario Partito Democratico- Circolo di Penne