Con la legge 133/2008, art. 23 bis, le società miste il cui socio privato è stato scelto senza procedura ad evidenza pubblica devono cessare il servizio alla data del 31 dicembre 2010. E’ questo il caso della Ecoemme Spa: società mista tra Comune di Montesilvano (49.86%), Deco Spa (47.83%) e Comunità Montana Vestina (2.31%). La legge 133 porta alla luce le anomalie che hanno caratterizzato le società miste nella gestione dei rifiuti. Per comprendere meglio lo stato delle cose possiamo analizzare la gestione dei rifiuti nel Comune di Penne mettendo in evidenza le anomalie.

 

La prima anomalia è che invece di indire una gara europea (con un bando pubblicato sulla GUCE) o una gara nazionale (con un bando pubblicato sulla GURI) per l’individuazione del socio privato si è optato per una procedura ristretta con solo 3 imprese e senza stabilire un importo a base d’asta. La normativa comunitaria prevede che gli affidamenti diretti possono essere concessi solo alle società in house e solo se sono presenti in maniera cumulativa tre requisiti: la sussistenza della partecipazione pubblica totalitaria, la circostanza che l’affidamento abbia luogo in favore di soggetti sottoposti al controllo analogo a quello esercitato sui servizi dell’ente ed il fatto che il destinatario dell’affidamento diretto svolga la parte più importante della propria attività in favore dell’amministrazione o delle amministrazioni che la controllano. La mancanza della presenza contemporanea dei tre requisiti nel caso in esame fa propendere per una violazione del diritto comunitario. Il Comune di Penne ha firmato nel 2002 un contratto fino al 31 dicembre 2024 (affidamento diretto). La seconda anomalia è che si è indebolito, attraverso la modifica dello statuto della società, il potere di controllo da parte del pubblico. Nel 2004 sono stati eliminati dallo statuto i limiti di spesa dell’amministratore delegato ed il controllo stringente da parte del presidente (ha diritto solo ad una relazione mensile). In questo modo la Ecoemme è stata messa completamente in mano al privato. L’Avv. Mimmo Di Carlo ha affermato in un suo esposto: “ho rilevato aspetti di illegittimità statutaria e gestionale dell’Ecoemme e di ciò ho notiziato mediante una relazione datata febbraio 2008 consegnata a mano”. La terza anomalia è la scarsa trasparenza: non viene pubblicato sul sito internet lo statuto e non si vogliono fornire i bilanci contabili ai consiglieri che li richiedono. La quarta anomalia è che il servizio di raccolta differenziata (per il quale la Regione ha concesso un finanziamento) viene affidato alla società che gestisce la discarica; il risultato è che i comuni pagano due volte alla Deco (perché c’è anche il trasporto in discarica). La gestione del servizio di igiene urbana ed ambientale a Penne non è stata impeccabile: la raccolta differenziata è al 14 percento (al di sotto della media provinciale e regionale) e la TARSU è aumentata nel tempo. La mia proposta è la seguente: indire una gara europea ad evidenza pubblica affidando l’intera gestione dei servizi ambientali (o una global service con gli altri comuni), sostituire la TARSU con la TIA (applicando degli sconti a chi effettua la raccolta differenziata attraverso le eco-card come previsto dalla normativa regionale). Solo in questo modo si offre al cittadino un servizio migliore, rispettando lo spirito della Legge Regionale 45/2007.

 

 

Di Fabrizio Aldo - Ass. Polis Vestina - www.newpolis.net