PENNE - Parla senza mezzi termini di sfregio, l’Archeoclub di Pescara, così come aveva fatto anche Italia Nostra, per descrivere il cantiere aperto, e fermo, sulla circonvallazione Moro vicino alla porta di San Francesco per realizzare un centro commerciale, degli uffici e due parcheggi sotterranei a ridosso però delle mura secolari cittadine.

 

“Il complesso murario, nonostante le menomazioni patite a fine Ottocento, presenta ancora tratti di notevole interesse facendo intravedere sia pure a tratti torri di difesa, spalti, camminamenti e scarpate”, segnala l’Archeoclub che prosegue:“E pensare che il terreno dove andrà a sorgere l’edificio commerciale fa parte di quegli attenimi, ovvero antistante alla cinta muraria, che i nostri avi si erano premuniti di tutelare sia con il cinquecentesco statuto noto come Codice Catena sia durante il vassallaggio farnesiano” . L’Archeoclub pone un’altra riflessione. Se quello abbattuto per far posto al nuovo, era un edificio realizzato nel dopoguerra e definito dal piano per il centro storico come in contrasto con i valori storici ed architettonici del nucleo urbano antico non si vede, secondo Archeoclub, la perfetta armonia e sintonia con questi valori dell’immobile in costruzione.

C’è di più. E’ emersa durante i lavori una grande tomba ipogea monumentale di epoca romana, ancora in corso di scavo da parte della Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo che, denuncia l’Archeoclub, “rimarrà soffocata dall’immanenza del nuovo ed incombente complesso”.

Dalle carte emerge che il 10 giugno del 2004 la Soprintendenza diede il via libera al progetto, mentre l’Archeoclub sostiene che fu assente alla conferenza di servizio che valutò l’accordo di programma e perciò spera nel nuovo sovrintendente. L’iniziativa è della Setak srl, una società con 50 mila euro di capitale sociale, costituita due anni fa da due coppie di fratelli pennesi, gli Antonacci dell’Edilpav ed i Pomponi, proprietari dell’immobile preesistente conferito nella società.

A sentire la società, lo scopo è invece quello di riqualificare quell’area degradata. Si prevedono negozi di 1.000 metri quadrati ed uffici di almeno 600 mq. con due parcheggi sotterranei di pertinenza. Non solo. La ditta si impegna ancora a dar vita all’originario disegno di una passeggiata che, dal primo piano del palazzo in costruzione, raggiunge Sant’Agostino senza arrivare però al largo San Francesco, un’area che il Comune sta per ripavimentare.

Il progetto era dei fratelli Pomponi su cui nel 2001 i Ds di allora votarono contro. Lo presentò l’ingegner Carmine Leone con Valter Silvani assessore esterno all’urbanistica il quale, terminato il mandato, ne riprese la titolarità. Le modifiche attuali, cioè un maggior distacco dalla cinta muraria del fabbricato ed una riduzione della volumetria, sono state approvate il 9 aprile dal consiglio comunale.