PENNE - Dal 28 febbraio, giorno in cui sarà pubblicato sul bollettino ufficiale l'elenco dei giudici di pace che il decreto legislativo varato dal governo Monti ha soppresso (nel Pescarese Penne, Pianella e San Valentino), scatteranno i 60 giorni di tempo entro i quali i Comuni in cui hanno sede gli uffici possono richiedere al ministero della Giustizia di volerli mantenere vivi accollandosene tutte le spese, personale amministrativo compreso, ad eccezione degli stipendi dei giudici onorari.

Dunque, servono atti amministrativi ufficiali, concreti, con proposte concrete e piani di spesa. L'amministrazione comunale deve esprimersi e dare seguito a quanto dichiarato da chi l'amministra e cioè di voler difendere l'importantissimo ufficio giudiziario. Anche perchè lo stesso decreto legislativo emanato dal governo Monti ha soppresso anche la sezione distaccata del tribunale di Pescara, così come tutte le altre in Italia, generando proteste fortissime e ricorsi alla Corte Costituzionale. Con il nuovo governo, molti pensano che la riforma della geografia giudiziaria dovrebbe subire una modifica politica e mantenere il giudice di pace significherebbe, molto probabilmente, continuare a tenere aperta anche la sezione distaccata del tribunale. Il tempo insomma stringe sulla giustizia. Senza le delibere istituzionali necessarie, il 13 settembre chiuderanno per sempre tribunale e giudice di pace.