Gianni di Claudio è laureato in lingua e letteratura italiana presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, da sempre appassionato di Cinema e Letteratura, dopo le molte esperienze nella scrittura di sceneggiature di cortometraggi, lungometraggi e documentari che hanno portano alla realizzazione di diversi film e di saggistica sui generi cinematografici (western, noir) e di alcune personalità del cinema, nazionale e internazionale (Clint Eastwood, Sergio Leone), si cimenta per la prima volta come romanziere.

 

 Il libro affronta alcuni temi di carattere antropologico molto cari all’autore, come si legge nella prefazione: “Insediamento, attecchimento e declino di una piccola comunità di mezzadri in una desolata e irraggiungibile landa dell’Appennino centrale. Un iniziale pionierismo obbligato dalla miseria; l’orgoglioso florido proliferare e prosperare con alto senso di appartenenza, reputandosi un ombelico di mondo, anche se limitato, compiuto, finito; l’inevitabile decadenza e il finale crollo delle illusioni con l’aprirsi delle frontiere e la presa di coscienza della microscopicità del proprio universo.

 La capacità di assaporare la vita, di goderla senza segnare il tempo, appartiene all’uomo che ha radici antiche e quest’uomo è scomparso con la civiltà contadina. Già Aristotele aveva capito che quando l’uomo comincia a segnare il tempo, non ne resta per lui.

L’uomo moderno assomiglia ad un pattinatore che si esibisce su uno strato sottilissimo di ghiaccio: sembra che la sua unica possibilità di salvezza risieda nella velocità.

 L’evocazione, sul filo dell’ironia e del mito, dell’affermarsi della civiltà contadina, ultimo legame col nostro ancestrale passato remoto, e della sua parabola discendente, con inevitabile amaro declino, all’affermarsi della società industriale e con l’apertura alla storia e al mondo globale, alle sue speculazioni e ai suoi orrori.

 Personaggi d’altri tempi: grezzi, illusi, spacconi, sporchi, bugiardi, guasconi, miscredenti, violenti, patetici, disperati, bruti, puri, religiosi, teneri, incoscienti, anacronistici, commoventi. Un mondo perduto, un piccolo villaggio la cui disintegrazione, alla luce della “civiltà che avanza”, degli abbattimenti delle barriere, dello sfruttamento intensivo e della manomissione sistematica del territorio, delle guerre dilaganti, delle mutazioni climatiche, dell’affarismo ed efficientismo tecnologico, si fa metafora del destino prossimo futuro del nostro stesso pianeta”.

Il romanzo CENTO MERLI PER CODA, Carabba Editore, Finalista Sezione Romanzo edito al Premio Letterario Nazionale Giovane Holden di Viareggio, sarà presentato Mercoledì 21 Novembre alle ore 18,00 a Pescara, presso la Libreria Feltrinelli. Converserà con l’Autore Franca Minnucci, scrittrice e attrice professionista.

La presentazione è pubblica, aperta a tutti.

L’appuntamento successivo della presentazione del libro è fissato nella Città di Lanciano presso la Libreria Barbati per Giovedì 29  Novembre alle 17,30 con introduzione critica all’opera e all’autore di Rolando D’Alonzo, con la lettura di alcuni brani letti da Pina Allegrini.