Tra i compiti istituzionali di Arta Abruzzo figura anche il supporto alle Procure e alle Forze dell’Ordine regionali consistente nell’analisi dei campioni di sostanze stupefacenti oggetto di sequestri amministrativi e penali.

Il laboratorio dell’Agenzia che si occupa degli accertamenti opera all’interno del Distretto provinciale di L’Aquila e vanta un’esperienza più che ventennale in materia. La struttura è Centro di riferimento regionale per la tematica ed è parte integrante del Sistema Nazionale di Allerta Precoce contro le droghe dell’Istituto Superiore di Sanità. Ogni anno, con l’impiego di notevoli risorse economiche e di personale, analizza circa 2000 campioni di droghe sequestrate da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale, dei quali il 35 per cento arriva dal Pescarese.

Il 19 luglio scorso Prefettura, Comune e Asl di Pescara hanno ratificato un accordo di validità triennale, con effetto immediato, secondo il quale «le analisi delle sostanze stupefacenti, sequestrate ai sensi degli artt. 73 e 75 del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, potranno essere eseguite nella provincia di Pescara a titolo gratuito presso i laboratori della Azienda USL di Pescara, secondo le procedure previste dall’art. 15 della legge n. 689 del 24 novembre 1981».

Dietro la decisione, si evince dal testo dell’intesa, ci sarebbe «la crescente difficoltà economica a sostenere i rimborsi delle trasferte» che le Forze dell’Ordine e la Polizia locale devono effettuare per portare i campioni al Distretto aquilano dell’Arta, che ha sede nella frazione di Bazzano del capoluogo regionale.

In virtù di tale accordo, dal 19 luglio, senza alcun avviso preventivo, Arta non ha più ricevuto alcun reperto dalle Forze dell'ordine operanti nella provincia di Pescara