PENNE – Ora scoppia per le troppe nascite il Santo Spirito di Pescara, l'unico ospedale della provincia dove si può nascere messo ko dall'emergenza maltempo di queste ore mettendo a nudo tutte le carenze di un ospedale che non riesce a far fronte a tutta la richiesta di una provincia. Sforna duemila pargoli l'anno ed è obiettivamente troppo rispetto al contesto anche di sicurezza. Penne si vide chiudere il punto nascite perché non arrivava ai 500 parti previsti dal decreto Lorenzin. Ma adesso dal nido di Pescara filtra una certa criticità anche per questo diluvio di nascite. Una situazione paradossale: un' altra testimonianza di come, indebolendo gli ospedali territoriali, si finisce per sovraccaricare di prestazioni la struttura sanitaria principale. A proposito di punti nascita ci prova Sulmona a mantenere in vita il suo. La richiesta ovidiana è contenuta nello stesso dossier approntato per Penne che intende scrollarsi di dosso la classificazione di ospedale di zona particolarmente disagiata che il governo regionale di Luciano D'Alfonso, applicando alla lettera il decreto Lorenzin, gli ha affibbiato di fatto relegandolo all'anonimato. La documentazione è a Roma, sul tavolo di affiancamento ministeriale. L'assessore regionale alla salute Nicoletta Verì ce l'ha portato con dati e relazioni tecniche che configurerebbero il San Massimo come ospedale di base con sede di pronto soccorso. Spetterà al consiglio regionale abruzzese la parola finale sulla riorganizzazione della rete ospedaliera.