RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO - Ci sono storie che meritano di essere raccontate e realtà che devono essere conosciute, il valore della testimonianza diretta dei migranti è strumento fondamentale per superare pregiudizi e paure:  questo l’obiettivo del progetto portato avanti dalla dott.ssa Faiza Chenntouf, mediatrice culturale, dal titolo “Il valore di sé e dell’altro: una strada verso l’educazione interculturale”,  e promosso all’interno dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale e Geometri  “G. Marconi” di Penne.


Il progetto ha coinvolto  due classi quinte dell’Istituto Tecnico “G.Marconi” e alcuni beneficiari del CAS di Penne e dello SPRAR MSNA di Pescara gestiti dall’ASP  – Azienda Pubblica di Servizi alla Persona – di Pescara. Gli studenti del Marconi hanno approfondito in un primo momento il tema della gestione dell’accoglienza grazie all’intervento degli operatori che lavorano quotidianamente all’interno dei Cas e dello Sprar, i quali hanno riportato la propria esperienza diretta e le iniziative di buona accoglienza e integrazione dei migranti.
Durante l’incontro i beneficiari del Cas e dello Sprar hanno avuto modo di raccontare la propria storia e il lungo e duro viaggio affrontato per arrivare in Italia. Storie che hanno toccato profondamente gli studenti del Marconi, portandoli a riflettere su realtà ancora esistenti nei paesi di origine dei migranti e sulle reali motivazioni che li spingono ad allontanarsi dalla propria terra e dalla propria famiglia. Persone in viaggio alla ricerca di nuovi orizzonti e nuove speranze, persone che restano in silenzio con le loro vite, i loro drammi e i loro sogni infranti, storie che possiamo imparare a conoscere e a leggere a partire dai loro racconti.
L’interculturalità  infatti rappresenta una risorsa dal momento in cui viene concepita come momento di dialogo e di confronto tra le differenze. La scuola ha l’importante compito di trasformare la diversità in occasioni di crescita e scambio, di educare all’incontro, all’ascolto e al riconoscimento del valore della differenza. Il progetto, vero e proprio laboratorio di inclusione sociale, porta con sé l’importante compito di promuovere all’interno delle scuole la cultura del rispetto e della valorizzazione dell’altro, proprio a partire dall’ascolto empatico delle storie dei migranti.
Claudia Agostinone e Silvia Speranza
Educatrici SPRAR MSNA