Fu un sindaco simpatico a molti, Celestino Cantagallo, spentosi a 76 anni a Pescara dove era andato a vivere da alcuni anni per stare più vicino ai tre figli, tutti laureati: l'avvocato Giuseppe detto Pino, Fabio l'architetto ed Elena in economia.

Storico segretario della facoltà di Economia e commercio della D'Annunzio, Cantagallo divenne primo cittadino di Penne nel marzo del '77 prendendo il posto di Enrico Trabassi e lo restò fino al luglio del 1985, quando dopo di lui arrivò il democristiano Ettore Modesti, scomparso nel febbraio di quattro anni fa; Cantagallo, socialista doc, fu sostenuto dalla Dc e dal partito comunista in ciascuno dei due mandati. Un uomo accomodante, benvoluto, riusciva a mantenere buoni rapporti anche con gli avversari politici in una Penne non facile da amministrare. Un sindaco alla don Pierino Castiglione, insomma. Il 17 settembre del '77 Cantagallo abbracciò a Pescara papa Paolo VI: per la prima volta un pontefice partecipò al congresso eucaristico nazionale, alla sua ultima uscita fuori Roma prima della morte. Penne negli ultimi tempi ha perso uomini significativi della sua storia: è mancato un altro ex sindaco come il novantenne Tonino Cantagallo ed il coetaneo già assessore Fulvio Tulli, il 76enne preside Enzo Stroveglia, il dottor Tonino Testa. Il funerale di Celestino Cantagallo è previsto per venerdì santo alle 10 nella giovane parrocchia di San Giovanni Battista e San Benedetto Abate, in strada Pandolfi, nella periferia collinare pescarese. Saranno in tanti a volerlo salutare per l'ultima volta.