Passionale come l’amore, tradizionale come il pranzo della domenica, popolare come il calcio. Il vino per gli italiani è un vero e proprio collante tra generazioni. Secondo l’indagine Mercato Italia, gli Italiani e il vino, realizzata da Vinitaly con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, coinvolge 9 cittadini italiani su 10.

Per l’Abruzzo il vino è orgoglio, lavoro, tradizione, passione e voglia di riscatto. A differenza di quel che avviene in altri settori, nella produzione e nella qualità del vino gli abruzzesi possono vantarsi di non esser secondi a nessuno. Apprezzati in Italia e all’estero i produttori abruzzesi presenti al VinItaly 2019 hanno detto la loro in termini di numeri e consensi. Molto bene anche l’area vestina e pescarese, rappresentata in modo eccellente dalle cantine Torre dei Beati, Marchese De’ Cordano, Tiberio, Ciavolich, Terzini. Presente anche Valeria Tatoni della tenuta pennese De Melis, intervenuta al contenitore del vino veronese con il suo cersauolo d’Abruzzo “Bardasce” che è stato inserito tra i migliori 100 vini rosa d’Italia. In visita al padiglione Abruzzo anche il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Il premier si è trattenuto a parlare con alcuni produttori abruzzesi, in particolare con l'imprenditrice Chiara Ciavolich, dell'omonima azienda vitivinicola di Loreto Aprutino (Pe), e con il vicepresidente della Giunta, Emanuele Imprudente, dove ha sorseggiato un bicchiere di vino Montepulciano. Il presidente Conte ha detto che la sua visita al Padiglione Abruzzo è un omaggio doveroso perché è un territorio che ha subito una ferita indelebile, e pertanto va rilanciato anche dal punto di vista produttivo. Presente al contenitore del Vinitaly anche ilvicepresidente del Consiglio dei Ministri e ministro allo Sviluppo economico, del Lavoro e delle Politiche sociali, Luigi Di Maio. “Un comparto come quello vitivinicolo – ha detto Di Maio – aiuterà sicuramente lo sviluppo nazionale in maniera fondamentale anche quest’anno. Il vino rappresenta uno straordinario volano per il nostro export ed essere qui al Vinitaly significa ringraziare tutti i nostri imprenditori che portano nel mondo un’eccellenza del made in Italy, che contribuisce alla fama del brand Italia. Esportiamo vino italiano anche in Cina. Per questo ribadisco l'importanza di aver firmato il memorandum sulla Via della Seta, su cui siamo arrivati primi tra i paesi del G7”.