PENNE -  Uno sciopero ad altissima partecipazione, quello proclamato dalle sigle sindacali nell'alta sartoria maschile Brioni. Più del 70% delle maestranze si è infatti  astenuto dal lavoro per un'ora ad ogni inizio turno nei tre siti produttivi di Penne, Civitella Casanova e Montebello di Bertona.

Una percentuale di adesione allo sciopero che i sindacati definiscono superiore a quella registrata nell'ultimo referendum sulle due proposte relative alla flessibilità. Soddisfatte Cgil, Cisl e Uil. “Non possiamo che ribadire quindi le nostre posizioni invitando l'azienda ad un incontro atto a trovare soluzioni sia nella vertenza su orario di lavoro e flessibilità che sulla discussione riguardante il contratto integrativo”, osservano Antonio Perseo, Leonardo D'Addazio e Luca Piersante rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil. “Siamo altresì a richiedere certezze sul futuro dei siti produttivi e dei 1021 posti di lavoro non solo nell'immediato futuro, chiedendo chiarezza e trasparenza sulle strategie di Kering rispetto al marchio Brioni che oggi risulta perdente sotto tutti i punti di vista”. Si tratta di un anticipo rispetto ad un pacchetto di 16 ore di sciopero: si dà seguito così alle decisioni assunte al termine delle assemblee delle maestranze. In ballo c'è la riscrittura di un nuovo patto ad ampio raggio (integrativo compreso) dopo quello che nel 2016 riuscì ad evitare i 400 esuberi forzati annunciati; un'operazione che sta chiedendo sacrifici ai lavoratori in termini di riduzione di ore di lavoro e di conseguenza di salario. In una mail inviata alla rappresentanza sindacale unitaria e per conoscenza alla Confindustria Chieti-Pescara, si esprime Ivan Mazzei, responsabile del personale di Brioni:”A fine dicembre 2018 è definitivamente scaduta la proroga del contratto integrativo aziendale del 2012 rispetto al quale non ci è giunta da parte vostra nessuna proposta/richiesta, malgrado le nostre numerose sollecitazioni sulla necessità di addivenire ad una nuova piattaforma condivisa che riflettesse in particolare le esigenze in materia di welfare aziendale. Pertanto da gennaio scorso nostro malgrado non potrà più essere data applicazione al contratto integrativo n favore dei lavoratori. Ribadiamo la nostra totale disponibilità a continuare il confronto e vi ricordiamo a tal proposito che aspettiamo ancora una vostra risposta rispetto alla bozza di rinnovo presentata il l6 dicembre 2017”. “Incomprensibile questo comportamento meschino e becero dell'azienda, in quanto in più riunioni abbiamo discusso e fatto riferimento al rinnovo del contratto integrativo dandoci l'obiettivo di affrontare la discussione immediatamente dopo la chiusura dell'accordo sulla flessibilità”, la replica nuda e cruda dei sindacati.

Berardo Lupacchini