PENNE – Un milione e trecentomila euro già incassati con assegni circolari di Banca Intesa, il resto, altrettanto, in tre anni. Un’entrata vera, significativa per il Comune di Penne grazie alla vendita del 46% di Vestina Gas presieduta dal loretese Domenico Donatelli, amministrata da Flavio Battista insieme al pennese Paride Peretti.

E’ questo il nuovo assetto della società mista che vede come socio di minoranza, un ente pubblico, al 32% il Comune di Loreto Aprutino e dopo l’uscita definitiva dei soci pubblici fondatori, Penne e Collecorvino. Gabriele Starinieri, il sindaco, e Flavio Battista per Levigas hanno firmato un patto parasociale con cui quest’ultima si impegna a estendere l’opzione di vendita della quota di partecipazione in Vestina Gas (32%) alla stessa Levigas fino al 31 dicembre dell’anno prossimo. Nel caso in cui dal primo gennaio 2020 Loreto conservasse una quota di partecipazione in Vestina Gas, Leviags si impegna a non votare decisioni che comportino aumenti di capitale della società e comunque tutte le situazioni previste in cui l’operazione in questione comporti una riduzione del valore di mercato delle quote detenute da Loreto , salvo che Levigas si renda disponibile ad acquistare tali quote allo stesso prezzo di cui all’atto di cessione. Un’iniziativa che segna l’alleanza fra gli unici due soci di Vestina Gas, ammesso che questa resti una società a responsabilità limitata e non si trasformi in società per azioni dove è necessario l’aumento di capitale sociale previsto dal codice civile (oggi conta 10 mila euro per la srl). In che modo Loreto Aprutino possa permettersi di mantenere una partecipazione societaria in una realtà che non è per nulla strategica è un rischio evidentemente calcolato. Giova ricordare che la corte dei Conti e il ministero dell’economia hanno imposto a Penne la cessione delle quote in Vestina Gas. Forse perché Penne è in crisi finanziaria e Loreto è definito un Comune virtuoso: paga solo stipendi e debiti e di certo, ed è vero, non ha le macerie finanziarie della mala gestio pennese degli ultimi 25 anni. Comunque, l’ingegner Flavio Augusto Battista è un tipo sveglio di sicuro. Il manager pugliese trapiantato a Milano che amministra da solo Levigas srl la sa lunga. Da quando circa tre anni fa i democratici lo hanno agganciato per salvare disperatamente il Comune di Penne dal crack, dovendo far fronte all’esproprio mai pagato agli eredi Cutilli, ora che ha acquisito il 56% della Vestina Gas, arrivando a quota 68%, può esporre senza veli la rete creata negli ultimi mesi a Penne e dintorni. Certo, sta pagando un prezzo molto più alto degli 800 mila euro (in seguito arrivò a proporre meno, 700 mila) offerto a Penne per prendersi il 40%. Insieme con Tecnoservice ed altri ha sottoscritto il 25% di Energia Adriatica Abruzzese, una società per azioni con 100 mila euro di capitale sociale basata a Giulianova dal 2012 con 4 dipendenti nel 2017, di cui hanno comprato azioni anche la Tecnoservice srl (amministratore unico è il loretese Roaldo Acciavatti; soci: Luciano Palma, Rocco Bompensa, Paride Peretti, Luigino D’Agostino, Alessia Peretti, Paola Di Teodoro, Valeria Testi, Ilde Buccella e Francesco Paolo Agricola) per il 40% affidandosi ai seguenti soci, sottoscrittori in tutto del restante 35%, e cioè: il teramano 48enne Luigi Panaioli, che ne è il presidente, Piergiorgio Di Paola, Simonetta Palombaro (la moglie dell’ex presidente di Vestina Gas, il pennese Lelio Di Simone), Gabriele e Roberto Panaioli. Un’operazione conclusa il 26 maggio 2016 nello stesso giorno in cui veniva firmato il contratto di compravendita del 12% delle quote fra il Comune di Penne, venditore a 793 mila euro, e la Levigas srl; e a pochi giorni dall’elezione diretta di Mario Semproni a sindaco di Penne con la conseguente caduta verticale del partito democratico che politicamente ha sempre coperto la rete. Solo il 13 aprile 2016 il consiglio comunale pennese aveva detto sì con 9 voti favorevoli, fra i quali quello dell’assessore Margherita D’Agostino, consorte di Peretti, il voto contrario di Bianchini e le astensioni di Tresca e Vellante (due avvocati), le modifiche allo statuto della Vestina Gas che inserivano l’ingresso del socio privato e la sua rappresentanza nel consiglio di amministrazione, oltre al 90% come quorum per alcune deliberazioni chiave della srl. Levigas fornisce all’Energia Adriatica Abruzzese spa il gas e l’energia elettrica in esclusiva; così come in esclusiva cede il gas alla Vestina Gas fatta oggetto addirittura di un decreto ingiuntivo. Fra la srl mista appena acquisita da Battista e Levigas vige da tempo un patto secondo il quale: la Vestina Gas non può vendere il metano dove opera la giuliese Energia Adriatica Abruzzese che presenta come fornitore esclusivo di contratti di energia elettrica proprio la Vestina Gas. Ora sarà tutto più semplice: non ci sono più imbarazzi. Non solo. EAA il 30 gennaio dell’anno scorso ha costituito un’altra società. Si tratta della IN UP Servizi srl di cui la società di Giulianova possiede il 35%, mentre le quote di maggioranza, cioè il 65%, sono detenute da Mattia Donatelli e dal pennese Lorenzo Vecchioni (il 5%). La IN UP Servizi è presieduta da Paride Peretti, mentre Flavio Battista ne è consigliere insieme a Luigi Panaioli.