PENNE – Sul futuro della Brioni, alta sartoria maschile dislocata nelle tre sedi produttive vestine, i sindacati chiedono risposte concrete. In particolare, per il programmato incontro del 30 novembre con Fabrizio Malverdi, l’amministratore delegato del gruppo Brioni, controllato dal 2012 dai francesi di Kering, multinazionale del lusso, le organizzazioni sindacali si aspettano notizie certe su: piano industriale, piano produttivo ed organizzativo, rilancio del marchio Brioni con relativi investimenti.

Lo sostengono in una nota congiunta Antonio Perseo della Filctem-Cgil, Leonardo D’Addazio della Femca -Cisl e Luca Piersante della Uiltec-Uil. L’appuntamento è decisivo poiché si colloca a un mese dalla scadenza dell’accordo anti-licenziamenti siglato il 4 aprile 2016 che scongiurò i 400 esuberi forzati annunciati dall’azienda, poi trasformati in meno di 150 uscite su base volontaria ed incentivata, oltre alla riduzione delle ore lavorative e di conseguenza del salario per tutti i lavoratori rimasti. Ora quel patto scadrà il 31 dicembre e bisogna trovare una nuova intesa. “Si precisa-scrivono i tre sindacalisti-che l’accordo del 4 aprile 2016 firmato in Regione prevedeva la verifica del piano industriale, della flessibilità e dell’insourcing (cioè il rientro di capi da lavorare prima affidati all’esterno del gruppo n.d.c). Abbiamo quindi già coinvolto la Regione perché riteniamo necessaria la presenza di tutte le parti firmatarie. La trattativa sulla flessibilità sta continuando sui tavoli preposti cercando soluzioni condivise e migliorative rispetto alle condizioni attuali. Riteniamo necessaria una verifica sull’organizzazione del lavoro, viste le continue problematiche emerse in quest’ultimo periodo”. Sono previste assemblee dei lavoratori al palasport di contrada Campetto: probabilmente il 22.

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